Sinossi
Ambientata nel 1600, la serie segue Ade, una giovane allevatrice che scopre di appartenere a una famiglia di streghe, finendo nel mirino di un cacciatore di streghe che è anche il padre del suo amato.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Ambientata nel 1600, la serie segue Ade, una giovane allevatrice che scopre di appartenere a una famiglia di streghe, finendo nel mirino di un cacciatore di streghe che è anche il padre del suo amato.
Siamo rimasti profondamente delusi da questo prodotto che ci è stato spacciato come una serie di alto livello, rivelandosi invece l'ennesima 'fictionaccia' italiana. Dal punto di vista tecnico, fatta eccezione per alcune location e costumi, il lavoro è imbarazzante: la CGI è al minimo sindacale, il montaggio audio è fuori sincrono e i combattimenti all'arma bianca risultano ridicoli per la totale assenza di maestria coreografica. La scelta di inserire brani indie-folk in inglese in ogni episodio, poi, crea un contrasto stridente e inspiegabile. La scrittura è pessima, riducendo le tematiche della stregoneria e della disparità di genere a un banale teen drama dai toni buongiornisti, condito da dialoghi poco credibili. Anche il comparto attoriale ci ha lasciati interdetti: Antonia Fotaras offre una performance monocorde e inespressiva, mentre Giorgio Belli risulta poco convincente. Nel complesso, tutto il progetto è immerso in una 'burineria' latente che annulla qualsiasi velleità di serietà fantasy. Riteniamo che il genere fantasy in Italia, con questa produzione, abbia subito un colpo di grazia quasi definitivo. Onestamente, paragonando il risultato finale, persino The Witcher ci è sembrato un capolavoro al confronto. Non possiamo che sconsigliarla vivamente, se non per pura curiosità morbosa verso un disastro televisivo.
Se proprio dovete vederla, fatelo con molta pazienza e possibilmente impostando il doppiaggio in lingua inglese.
FRAGILE - La narrazione è estremamente debole e frammentata, incapace di sostenere il tema del fantasy storico e riducendo tutto a un teen drama ripetitivo, privo di ritmo e credibilità narrativa.