Il Contesto
Un'analisi critica su quanto le serie poliziesche distorcano la realtà professionale e investigativa rispetto al lavoro vero delle forze dell'ordine.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Un'analisi critica su quanto le serie poliziesche distorcano la realtà professionale e investigativa rispetto al lavoro vero delle forze dell'ordine.
In questo spazio editoriale, ci siamo divertiti a smontare i miti più comuni legati alle serie crime. Spesso, per esigenze di spettacolo, la narrazione televisiva altera pesantemente la realtà: dalla gestione delle scene del crimine, che nella vita vera sono accessibili a pochissimi per evitare inquinamenti, fino all'efficacia del profiling, che raramente è l'elemento risolutivo dei casi come vediamo in Mindhunter. Siamo rimasti critici verso l'uso smodato della tecnologia avveniristica stile CSI e, soprattutto, sulla leggerezza con cui i detective usano le armi da fuoco, dimenticando che ogni colpo sparato comporta giorni di burocrazia. Abbiamo anche voluto fare chiarezza sulla figura dei serial killer, che raramente operano con la frequenza frenetica vista in TV, e sulla realtà giudiziaria americana riguardante l'infermità mentale, che viene usata molto meno di quanto ci venga fatto credere. Il nostro monito è chiaro: godetevi la finzione seriale per costruire la vostra 'scimmia', ma non scambiatela mai per un manuale di investigazione reale.