Sinossi
Una miniserie basata sul celebre romanzo di Stephen King, dove i pochi sopravvissuti a una pandemia globale si trovano coinvolti in un epico scontro tra bene e male guidati da due figure misteriose.
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Una miniserie basata sul celebre romanzo di Stephen King, dove i pochi sopravvissuti a una pandemia globale si trovano coinvolti in un epico scontro tra bene e male guidati da due figure misteriose.
Noi pensiamo che questa nuova trasposizione di The Stand si collochi nel limbo delle occasioni mancate. Sebbene il comparto tecnico sia dignitoso e lontano dalla mediocrità di precedenti adattamenti di King, la serie soffre di una gestione farraginosa della coralità e di una struttura temporale che a tratti mette a dura prova lo spettatore. Il cast è certamente il punto di forza: Alexander Skarsgård offre un Randall Flagg carismatico e imponente. Tuttavia, ci sentiamo delusi dalla scelta di sorvolare sulle prime cento pagine del libro, che avrebbero fornito un contesto necessario e attuale data la nostra recente esperienza pandemica, togliendo così spessore drammatico ai personaggi. La narrazione risulta squilibrata, focalizzandosi troppo su pochi volti a discapito dell'ampio respiro corale tipico dell'opera originale. In definitiva, pur non essendo un fallimento totale, crediamo che la serie manchi di quel coraggio necessario per elevare il materiale di partenza. Abbiamo trovato l'idea di dividere la storia in tre stagioni, come la struttura in tre atti del libro, una proposta molto più sensata e potenzialmente vincente rispetto alla miniserie compressa che abbiamo visto. La musica, come sempre, è di ottima fattura e impreziosisce l'esperienza complessiva.
Binge watching frammentato: non superare le 2 o 3 puntate per sessione a causa del ritmo non sempre incalzante.
FRIZZANTE - La trama salta tra personaggi e piani temporali diversi, offrendo un dinamismo costante che però, talvolta, rischia di confondere lo spettatore meno attento alle dinamiche corali dell'opera originale.