Il Contesto
Un approfondimento sulle radici estetiche e produttive di alcuni capisaldi del genere post-apocalittico, citando retroscena su Ken il Guerriero, Mad Max 2 e Fuga da New York.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Un approfondimento sulle radici estetiche e produttive di alcuni capisaldi del genere post-apocalittico, citando retroscena su Ken il Guerriero, Mad Max 2 e Fuga da New York.
Nell'Angolo Maledetto di questa settimana, ci siamo immersi nelle curiosità legate ai pilastri del genere post-apocalittico. Abbiamo analizzato come Ken il Guerriero abbia attinto a piene mani dall'immaginario di Mad Max 2 e Blade Runner, notando come persino la celebre piramide di Shin sia un omaggio alla Tyrell Corporation. È stato affascinante ripercorrere la storia produttiva di Interceptor, scoprendo che l'estetica punk iconica dei motociclisti fu dettata principalmente dalla necessità: con il budget ridotto del primo film, i costumisti dovettero arrangiarsi con robivecchi e sexy shop. Abbiamo poi smontato il mito di Fuga da New York, rivelando che le scene girate nella Grande Mela sono ridotte al minimo e che gran parte del film fu realizzato a St. Louis. Il tocco di classe finale riguarda l'incredibile ripresa 3D iniziale: realizzata da un giovanissimo James Cameron usando un plastico nero e nastro adesivo, tecnica poi riciclata persino per la costruzione visiva di Blade Runner. È sempre emozionante scoprire come il cinema di culto sia nato spesso da espedienti ingegnosi in contesti di scarsità economica, una lezione di artigianato che oggi, purtroppo, sembra essersi persa a favore di una gestione più fredda e digitale.