Sinossi
Ventisettesimo film della saga di James Bond, segna l'epilogo del ciclo interpretato da Daniel Craig nel ruolo dell'agente 007, impegnato a confrontarsi con il passato e con una nuova minaccia globale rappresentata dal villain Lyutsifer Safin.
Riepilogo Recensione
Con No Time to Die, siamo arrivati alla conclusione del ciclo bondiano di Daniel Craig, un percorso che abbiamo seguito con grande coinvolgimento. A nostro parere, questo capitolo finale riesce a trovare un equilibrio encomiabile tra la modernità cruda portata da Craig e gli omaggi più classici all'iconografia della spia britannica. Sebbene riconosciamo che non raggiunga le vette assolute toccate da Skyfall, consideriamo questo film una degnissima chiusura, nettamente superiore al precedente Spectre, che avevamo trovato il punto più basso della gestione Craig. Dal punto di vista tecnico e artistico, il film è sontuoso, con una regia solida di Cary Joji Fukunaga che riesce a dare ritmo e profondità emotiva alla vicenda. Ci è piaciuto molto il modo in cui è stato gestito l'addio di Craig a un personaggio che ha saputo rinnovare profondamente. Ovviamente, ora la nostra scimmia è in fermento nel chiedersi chi prenderà il testimone e quale direzione prenderà la saga, ma guardiamo a questo epilogo con grande soddisfazione. È un film che raccomandiamo vivamente, sia per il valore dell'azione che per la componente emotiva, risultando un addio degno del peso che 007 ha nell'immaginario collettivo.
Consigli per la fruizione
Godibile al cinema, offre un'ottima esperienza visiva e sonora che beneficia della visione in sala.
Densità Narrativa
FRIZZANTE - La trama scorre in modo avvincente e dinamico, bilanciando sapientemente momenti di azione pura con i risvolti emotivi tipici di questo capitolo conclusivo dell'era Craig.