Sinossi
Persone indebitate partecipano a giochi mortali per la sopravvivenza in una serie sudcoreana che è diventata un fenomeno globale.
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Persone indebitate partecipano a giochi mortali per la sopravvivenza in una serie sudcoreana che è diventata un fenomeno globale.
Ci troviamo di fronte a una serie di altissimo livello. Squid Game non è il solito prodotto d'intrattenimento fine a se stesso; è una critica violenta e necessaria alla disparità economica e alla gestione del debito nella società moderna. Hwang Dong-hyuk riesce a creare una distonia perturbante usando colori pastello e ambientazioni infantili per mascherare l'orrore del gioco. Rispetto a molte produzioni nipponiche simili, qui noi apprezziamo la concretezza dei personaggi, che non sono semplici ruoli ma esseri umani tridimensionali con psicologie reali. La colonna sonora, la scenografia e la regia sono strumenti potenti che ci hanno colpito profondamente. La serie riesce a mantenere un ritmo misurato, focalizzandosi più sulle persone che sullo spettacolo della violenza in sé. Condanniamo le polemiche strumentali nate attorno alla serie: il problema non è il contenuto, ma la gestione della fruizione da parte dei genitori, dato che parliamo di un prodotto vietato ai minori di 14 anni.
Consigliamo di guardarla in blocchi di massimo tre episodi alla volta per digerire meglio i forti colpi di scena e l'intensità emotiva.
FRIZZANTE - La trama scorre in modo calibrato, alternando con sapienza momenti di tensione psicologica e colpi di scena violenti che tengono costantemente alta l'attenzione dello spettatore fino alla fine.