Sinossi
In un mondo post-apocalittico dove un'epidemia ha sterminato tutti i mammiferi di sesso maschile, Yorick Brown e la sua scimmia restano gli unici superstiti.
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In un mondo post-apocalittico dove un'epidemia ha sterminato tutti i mammiferi di sesso maschile, Yorick Brown e la sua scimmia restano gli unici superstiti.
Ci siamo approcciati a Y: The Last Man con grandi aspettative, data la qualità del fumetto originale di Brian K. Vaughan e Pia Guerra. Purtroppo, la nostra opinione finale è piuttosto tiepida. Sebbene il comparto tecnico, la recitazione di Diane Lane e la realizzazione dell'effettistica siano di buon livello, la serie soffre di una pesantezza narrativa eccessiva. Abbiamo trovato la regia troppo statica e contemplativa, con una scelta di sceneggiatura che sposta il focus in modo radicale dal protagonista Yorick alle dinamiche corali femminili; una decisione che, pur se intellettualmente comprensibile, dilata i tempi in modo estenuante. La narrazione risulta rarefatta, perdendo quella natura sincopata e incalzante tipica dell'opera cartacea. Quando finalmente la trama inizia a compattarsi verso il finale di stagione, è ormai troppo tardi per risollevare le sorti di un prodotto che risulta un'occasione sprecata. La sensazione generale che abbiamo provato è simile a quella di una visione poco coinvolgente, quasi priva di quel pathos necessario per un post-apocalittico, lasciandoci con un amaro senso di lentezza e frammentazione.
Consigliamo vivamente di recuperare e leggere il fumetto originale di Brian K. Vaughan e Pia Guerra, decisamente superiore alla trasposizione televisiva.
RADA - La serie è eccessivamente prolissa, perde il ritmo originale del fumetto in una dilatazione temporale che penalizza l'impatto emotivo e la tensione narrativa degli eventi.