Sinossi
Gli agenti degradati dell'MI5, confinati a Slough House sotto la guida dell'intransigente Jackson Lamb, si ritrovano coinvolti in un pericoloso complotto spionistico.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Gli agenti degradati dell'MI5, confinati a Slough House sotto la guida dell'intransigente Jackson Lamb, si ritrovano coinvolti in un pericoloso complotto spionistico.
Siamo rimasti conquistati dalla cifra stilistica di Slow Horses. La serie riesce a declinare il genere spionistico in una chiave inedita, molto british, cruda ma al contempo dotata di una vena noir e comica che abbiamo trovato eccezionale. A differenza delle classiche spy story patinate, qui troviamo imperfezione, umanità e una grettezza che rende i personaggi incredibilmente realistici. Gary Oldman, nei panni di Jackson Lamb, è un anti-eroe strepitoso: non cerca mai di farsi piacere, eppure la sua interpretazione è talmente magnetica da non poter staccare gli occhi dallo schermo. La regia di James Hawes, sobria ed elegante, è totalmente al servizio di una trama che non eccede in virtuosismi, preferendo un ritmo incalzante e una fotografia desaturata che definisce perfettamente l'atmosfera. Abbiamo empatizzato immediatamente con questi 'ronzini' dell'MI5, proprio perché fallibili e riconoscibili. Non è un prodotto che rivoluziona il genere, ma è di una solidità e qualità sopra la media. Ci ha regalato un'esperienza di visione che ci ha lasciato addosso la voglia di continuare a seguire le vicende di questi agenti reclusi nel 'pantano'. È, in sintesi, uno dei migliori ritratti umani visti in una serie di spionaggio recente.
La brevità della serie rende il binge-watching molto facile; se vi fate prendere la mano, seguite pure il flusso senza particolari problemi.
FRIZZANTE - La trama scorre in maniera incalzante e asciutta, priva di troppi fronzoli narrativi, lasciando spazio all'approfondimento dei personaggi che diventano il vero motore dinamico e pulsante della narrazione.