Sinossi
Ambientata negli anni '80, la serie segue Alice, una sedicenne timida che scopre che suo padre, creduto morto, è in realtà vivo e coinvolto nelle attività della 'Ndrangheta a Milano. Per stargli vicino, Alice finisce invischiata in un mondo criminale pericoloso.
Riepilogo Recensione
Ci siamo trovati di fronte a una serie di qualità tecnica elevatissima che ci ha letteralmente conquistati. Apprezziamo enormemente il lavoro dei registi, supervisionati da Andrea Di Stefano, nel creare un'estetica così definita, caratterizzata da colori primari e contrasti che richiamano lo stile di Nicolas Winding Refn. La colonna sonora di Santi Pulvirenti è un altro punto di forza, capace di evocare con potenza il mood degli anni '80. Ciò che ci ha colpito maggiormente è la capacità della serie di mantenere un'identità profondamente italiana, evitando l'effetto macchietta nonostante personaggi e situazioni spesso sopra le righe. La gestione della narrazione in prima persona di Alice, con i suoi rimandi alla cultura pop televisiva dell'epoca, è un azzardo narrativo che abbiamo trovato estremamente riuscito e nostalgico. Nonostante il tema centrale sia la violenza della 'Ndrangheta, abbiamo adorato come il tono ultra-pop e quasi fumettistico riesca a rendere il racconto fruibile e avvincente, smussando gli angoli più drammatici senza mai tradire la natura criminale della storia. I personaggi sono la pietra angolare del progetto: credibili, viscerali e capaci di bilanciare inquietudine e tenerezza, in particolare il Nereo di Antonio Gerardi.
Consigli per la fruizione
Consigliamo la visione a blocchi di 2 o 3 episodi per volta, per calarsi perfettamente nel mood senza rischiare l'overdose.
Densità Narrativa
FRIZZANTE - La trama scorre veloce e dinamica, grazie a una regia estetica forte e un ritmo incalzante tipico della narrazione pop che cattura subito l'attenzione dello spettatore.