Il Contesto
Una riflessione amara sulla polarizzazione affettiva e la mediocrità del panorama seriale attuale, alimentata dal bisogno tribale degli spettatori di schierarsi in fazioni contrapposte.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Una riflessione amara sulla polarizzazione affettiva e la mediocrità del panorama seriale attuale, alimentata dal bisogno tribale degli spettatori di schierarsi in fazioni contrapposte.
In questa puntata, ci siamo immedesimati nelle riflessioni di Matteo De Simone riguardo al clima tossico che si respira attorno alle grandi produzioni seriali. Ci sentiamo di condividere il suo senso di frustrazione nel constatare come, dietro l'apparente fervore dei dibattiti online, si nasconda spesso un vuoto critico allarmante. Leggendo l'articolo di Marco Andreoletti, ci siamo resi conto di come la polarizzazione affettiva stia trasformando la fruizione in una battaglia tribale di fazioni contrapposte, dove il giudizio oggettivo soccombe al bisogno di appartenenza. Siamo circondati da prodotti che puntano alla mediocrità per non scontentare nessuno, accalappiando views attraverso dinamiche di Bene contro Male che ormai ci risultano patologiche. Ci domandiamo, insieme a Matteo, se noi stessi non siamo parte integrante di questa 'Matrice', alimentando con i nostri commenti una macchina che trasforma il tempo in denaro. È frustrante scoprire che, al di là dell'hype iniziale che divide il pubblico tra 'capolavoro' e 'immondizia', la gran parte dei contenuti si attesta su livelli qualitativi estremamente modesti. Dobbiamo imparare a guardare oltre la superficie e smettere di alimentare questa polarizzazione forzata, perché, come giustamente ci siamo chiesti, ha senso continuare a cercare la verità se la tribù digitale è sorda a qualsiasi analisi critica che esca dal coro?