Sinossi
Miu, un'immigrata clandestina dotata di una misteriosa capacità di portare fortuna, si ritrova coinvolta nei giri della criminalità albanese, serba e cinese a Copenaghen, in un percorso che la porterà a scontrarsi con la sua nemesi.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Miu, un'immigrata clandestina dotata di una misteriosa capacità di portare fortuna, si ritrova coinvolta nei giri della criminalità albanese, serba e cinese a Copenaghen, in un percorso che la porterà a scontrarsi con la sua nemesi.
Con Copenhagen Cowboy, Nicolas Winding Refn conferma il suo percorso di pura estetica ipnotica, portando la sua cifra stilistica a una cuspide estrema. La serie non va analizzata come un racconto classico, bensì come un'esperienza sensoriale lisergica, dominata da una palette cromatica accesa, silenzi dilatati e una colonna sonora avvolgente. La narrazione è volutamente secondaria, quasi antinarrativa, mentre l'attenzione è tutta rivolta all'inquadratura, al movimento di macchina e alla composizione dell'immagine. Ci siamo sentiti immersi in un mondo strano, a tratti allucinante, dove anche i dialoghi più filosofici sembrano sospesi in un tempo astratto. È un'opera che divide profondamente: chi cerca una trama lineare rimarrà respinto, chi invece cerca l'immersione nel linguaggio cinematografico puro vi troverà una potenza visiva destabilizzante. Non è per tutti i palati, ma è una provocazione audace che non teme di risultare antipatica. La maestria tecnica nella messa in scena è innegabile, rendendo ogni episodio un quadro vivo che affascina nonostante la lentezza esasperata. Consigliamo di approcciarsi a quest'opera con la consapevolezza di non trovarsi davanti a una serie tv convenzionale, ma a un'installazione artistica che richiede una specifica disposizione d'animo per essere pienamente compresa e apprezzata.
Non guardare a tarda notte o se stanchi; dosare la visione per evitare il sovraccarico sensoriale.
IPNOTICA - La narrazione è rarefatta e secondaria, sacrificata in favore di un'esperienza visiva e sonora lisergica che privilegia l'estetica e l'atmosfera rispetto allo sviluppo tradizionale dei fatti.