Sinossi
Dwight Manfredi, un boss della mafia appena uscito di prigione dopo 25 anni di silenzio, viene esiliato dal suo capomafia in Oklahoma. A Tulsa, Dwight dovrà ricostruire un impero criminale partendo da zero.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Dwight Manfredi, un boss della mafia appena uscito di prigione dopo 25 anni di silenzio, viene esiliato dal suo capomafia in Oklahoma. A Tulsa, Dwight dovrà ricostruire un impero criminale partendo da zero.
Noi siamo rimasti colpiti da come questa serie sia stata costruita perfettamente attorno alla figura di Sylvester Stallone, capace di offrire una prova attoriale magistrale nel suo probabile canto del cigno. La serie mescola abilmente i codici del gangster movie con le atmosfere country e i paesaggi sconfinati del moderno western, creando un equilibrio raro. Abbiamo apprezzato particolarmente la scrittura dei personaggi, che sovrasta per importanza la trama stessa: Dwight è un boomer con un codice morale ferreo che si scontra con una realtà moderna, risultando affascinante e destabilizzante. Nonostante si tratti di una narrazione classica, la qualità della produzione e la caratura dei comprimari rendono l'opera superiore alla media. Siamo rimasti soddisfatti dalla gestione dei toni, capaci di passare dal dramedy all'action senza forzature, e dall'epilogo dedicato interamente allo sviluppo dei personaggi prima del finale di stagione. La serie non scade mai nella macchietta e Taylor Sheridan conferma il suo tocco da record, regalandoci una storia solida che ci ha conquistato fin dai primi episodi.
Consigliamo di fruire la serie a blocchi di 3 episodi per volta per godere al meglio del ritmo.
FRIZZANTE - La serie equilibra perfettamente i ritmi lenti e contemplativi del western con la tensione costante del mafia-movie, mantenendo il focus sui personaggi senza mai risultare dispersiva o statica.