Il Contesto
Un focus sulle difficoltà del mestiere del traduttore e dell'adattatore, prendendo come spunto l'intraducibilità del termine 'Cunk'.
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Un focus sulle difficoltà del mestiere del traduttore e dell'adattatore, prendendo come spunto l'intraducibilità del termine 'Cunk'.
In questa puntata del nostro Angolo Maledetto, abbiamo deciso di puntare i riflettori su una delle figure più bistrattate ma essenziali del mondo seriale: il traduttore e l'adattatore. Spesso diamo per scontato il lavoro che c'è dietro, pensando che basti tradurre letteralmente una frase, ma la realtà è ben più complessa e frustrante. Abbiamo preso ad esempio il cognome 'Cunk'. Come si adatta un termine che è una costruzione gergale stratificata, carica di significati denigratori, volgari e, in alcuni casi, addirittura assurdi o derivanti da incomprensioni algoritmiche? La nostra analisi mostra quanto sia labile il confine tra una traduzione fedele e una che rischia di perdere tutto il senso profondo (o l'ironia) dell'originale. Non si tratta solo di conoscere la lingua, ma di fare i conti con la cultura, lo slang e le implicazioni che certe parole portano con sé. È un mestiere ingrato, dove se fai bene il tuo lavoro non se ne accorge nessuno, ma se sbagli un termine sei subito sotto la lente d'ingrandimento dei fan. Dopo questa riflessione, la nostra ammirazione per chi riesce a trasportare le sfumature di una serie televisiva da una lingua all'altra è cresciuta esponenzialmente. Non vorremmo mai trovarci nei panni di chi deve decidere come rendere un 'cunk' senza rovinarne il senso o, peggio, finire censurati dall'algoritmo di YouTube.