Sinossi
Un banale incidente automobilistico innesca un'escalation di rabbia e vendetta tra due sconosciuti, Amy e Danny, le cui vite finiscono per intrecciarsi in modo distruttivo e grottesco.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Un banale incidente automobilistico innesca un'escalation di rabbia e vendetta tra due sconosciuti, Amy e Danny, le cui vite finiscono per intrecciarsi in modo distruttivo e grottesco.
Ci siamo trovati di fronte a un'opera che ci ha letteralmente conquistato per la sua capacità di trasformare un evento banale in una valanga narrativa di proporzioni epiche. La serie, prodotta da A24 e rilasciata su Netflix, ci ha colpito per una scrittura tagliente che fonde elementi di black-comedy con una profonda analisi del 'mal di vita' contemporaneo. Abbiamo trovato la performance di Steven Yeun e Ali Wong semplicemente magistrale: riescono a rendere i loro personaggi profondamente umani, tanto che abbiamo fatto fatica a schierarci da una parte o dall'altra. La regia, affidata a Hikari e Jake Schreier, ci regala una costruzione spaziale dinamica che esplode di creatività soprattutto nell'episodio finale. È una storia originale, fresca, che non teme di osare e di spiazzare lo spettatore con colpi di scena che, pur partendo da una scintilla quotidiana, ci conducono verso una riflessione filosofica sulla rabbia che ci scorre nelle vene. Per noi è un piccolo gioiellino che non dovreste lasciarvi sfuggire.
Sconsigliamo il binge-watching sfrenato: meglio godersela con una o due puntate al giorno, ma attenzione, le ultime due vanno viste rigorosamente di fila.
INTENSA - La narrazione è un'escalation continua dove ogni azione genera una reazione a catena che approfondisce il malessere psicologico dei protagonisti, mantenendo alta la tensione fino al culmine.