Sinossi
L'archeologo Indiana Jones torna per la sua ultima avventura, imbarcandosi in una caccia al tesoro globale per recuperare un antico manufatto in grado di alterare il corso della storia, affiancato dall'enigmatica Helena Shaw.
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L'archeologo Indiana Jones torna per la sua ultima avventura, imbarcandosi in una caccia al tesoro globale per recuperare un antico manufatto in grado di alterare il corso della storia, affiancato dall'enigmatica Helena Shaw.
In questa puntata abbiamo deciso di analizzare l'ultimo capitolo della saga con un format decisamente insolito, il 'Roasted Viewer Show'. Il nostro verdetto su questo quinto capitolo è agrodolce: sebbene Harrison Ford vesta ancora con carisma i panni dell'iconico professore, abbiamo trovato il film un'occasione mancata. Dal punto di vista tecnico, il ringiovanimento digitale di Ford è efficace, sebbene in alcuni momenti manchi di fluidità, ma è la sceneggiatura a lasciarci perplessi. Abbiamo percepito un'eccessiva dipendenza da un plot costruito attorno a un McGuffin poco ispirato, con indizi fin troppo pretestuosi che rendono la caccia al tesoro prevedibile. La durata di 220 minuti ci è sembrata ingiustificata, con sequenze, come l'inseguimento a Tangeri, che avrebbero beneficiato di un montaggio più serrato. Abbiamo anche criticato la gestione dei personaggi: l'idea di un eroe stanco era intrigante, ma non ha trovato un vero arco di trasformazione, risultando più come un interruttore on/off. Helena Shaw, interpretata da Phoebe Waller-Bridge, ci è risultata piuttosto respingente, e il villain di Mads Mikkelsen, pur essendo un solido nazista, non ha brillato per profondità. In definitiva, avremmo preferito un finale che corresse qualche rischio narrativo in più invece di ripiegare su una conclusione forzatamente consolatoria. È un film che vive di fan service, ma che manca dell'anima e della magia che Spielberg ha saputo infondere nei capitoli precedenti.
Consigliamo la visione al cinema per chi è fan della saga, ma preparatevi a una durata importante e a uno sviluppo narrativo che richiede una buona dose di sospensione dell'incredulità.
DISCONTINUA - La trama si trascina per oltre tre ore appoggiandosi su espedienti narrativi pigri, alternando momenti di grande spettacolarità tecnica a lungaggini evitabili che smorzano il ritmo dell'avventura.