Sinossi
In una cittadina della Tasmania, due detective dai metodi opposti, la pignola Dulcie Collins e la rozza Eddie Redcliffe, devono collaborare per risolvere un misterioso omicidio che scuote la comunità alla vigilia di un importante festival locale.
Riepilogo Recensione
Ci siamo approcciati a Deadloch trovandoci di fronte a un'operazione davvero complessa e affascinante. La serie riesce in un equilibrio precario ma vincente: da un lato abbiamo un plot crime solido, teso e privo di scorciatoie narrative banali, che regala un mistero autentico e ben costruito; dall'altro, una componente comedy che gioca su personaggi sopra le righe, ma mai trasformati in macchiette demenziali. La nostra impressione è che le stramberie della comunità siano radicate in dinamiche umane credibili. Abbiamo apprezzato enormemente il comparto tecnico, con una regia ferma che lascia spazio alla recitazione, sebbene abbiamo riscontrato delle criticità nel doppiaggio italiano, che inizialmente fatica a cogliere il registro sottile dell'opera. Il cast è assolutamente in parte, con Kate Box e Madeleine Sami capaci di trascinare la storia con grande carisma. Nonostante qualche lungaggine di troppo in un paio di episodi, riteniamo che la serie sia una visione caldamente consigliata per chi cerca un crime dal sapore internazionale, distante dagli standard americani, capace di sorprendere senza cedere a facili cliché.
Consigli per la fruizione
Vi consigliamo di pianificare bene la visione, ritagliandovi un momento dedicato per godervi le puntate una alla volta senza correre, dato che la serie richiede un minimo di sedimentazione.
Densità Narrativa
FRIZZANTE - La trama scorre veloce e bilancia bene i toni dark della parte crime con l'umorismo eccentrico dei personaggi, mantenendo sempre alta la curiosità dello spettatore senza mai annoiare.