Il Contesto
Un'analisi critica sull'evoluzione dei modelli di business delle piattaforme di streaming, che stanno abbandonando l'epoca d'oro per abbracciare piani supportati dalla pubblicità.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Un'analisi critica sull'evoluzione dei modelli di business delle piattaforme di streaming, che stanno abbandonando l'epoca d'oro per abbracciare piani supportati dalla pubblicità.
In questo editoriale abbiamo riflettuto su come l'industria dello streaming stia cambiando drasticamente, segnando la fine della cosiddetta età d'oro. Abbiamo notato con un pizzico di amarezza, ma anche con spirito critico, come piattaforme come Netflix e Disney+ stiano introducendo piani con pubblicità per rispondere a una crescita rallentata e a costi di produzione insostenibili. Abbiamo analizzato il fenomeno con ironia, sottolineando le contraddizioni tipiche di questo nuovo scenario: tra algoritmi che ci propinano pubblicità di antidolorifici mentre guardiamo serie sulle dipendenze da farmaci, e la frustrazione di scoprire che, nonostante paghiamo un abbonamento con ads, alcuni contenuti rimangono inaccessibili. Per noi, questa transizione verso il modello FAST e AVOD non è solo una questione economica, ma anche di fruizione: c'è un lato 'nostalgico' nel riscoprire lo stacco pubblicitario nei classici, e abbiamo scherzato sulla gioia ritrovata di poter finalmente fare una pausa bagno durante la visione. In definitiva, ci chiediamo se questo ritorno al passato televisivo, mascherato da innovazione digitale, sia davvero il futuro che volevamo. Invitiamo i nostri ascoltatori a condividere le loro esperienze surreali con gli algoritmi pubblicitari delle piattaforme di streaming.