Sinossi
Analisi critica del kolossal fantascientifico di Zack Snyder, che tenta di costruire un nuovo universo cinematografico mescolando molteplici tropi del genere.
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Analisi critica del kolossal fantascientifico di Zack Snyder, che tenta di costruire un nuovo universo cinematografico mescolando molteplici tropi del genere.
Ci siamo tolti un peso recensendo Rebel Moon e, purtroppo, il risultato ci ha deluso profondamente. Per noi, l'opera appare come un insieme disarticolato di elementi di bassa qualità, paragonabile a una mescolanza di ingredienti scadenti. Abbiamo trovato la regia di Zack Snyder particolarmente problematica: la fotografia risulta piatta e sovraccarica di post-produzione, con un uso irritante di lens-flare e sfocature che non aggiungono nulla alla narrazione. Ancora più grave è il montaggio, spesso caotico, che rende difficile seguire l'azione o il ritmo del racconto. La messa in scena manca di epicità, risultando anticlimatica e quasi dilettantesca in alcuni momenti, nonostante i tentativi visivi. Sul versante narrativo, i personaggi ci sono parsi semplici cliché presi da classi di D&D, privi di spessore. La storia stessa è una serie di rimandi ad altre opere - da Star Wars a Il Gladiatore - che però non riescono mai a fondersi in un'identità autonoma. Anche la recitazione ne risente: sebbene artisti del calibro di Anthony Hopkins prestino la loro voce, il materiale di partenza è talmente debole da rendere difficile qualsiasi giudizio positivo. In definitiva, riteniamo che manchi l'unità minima narrativa per sostenere quello che vorrebbe essere un nuovo 'Snyder Universe'. La sensazione è di una produzione pigra nell'esecuzione, che confonde lo 'show don't tell' con lunghi spiegoni didascalici. Attendiamo il director's cut, ma con aspettative molto basse, temendo solo un allungamento dei difetti già presenti.
Disponibile su Netflix, ma consigliamo la visione solo se si vuole studiare cosa non fare in un film di fantascienza.
DILUITA - La trama è estremamente pretestuosa e frammentata, perdendosi in spiegoni inutili e immagini didascaliche che soffocano il ritmo narrativo invece di arricchirlo con sostanza reale.