Sinossi
Cinque adolescenti scoprono di possedere superpoteri unici, che iniziano a utilizzare come via di fuga dalle difficoltà familiari e dall'isolamento emotivo, in una narrazione che fonde dramma teen e fantastico.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Cinque adolescenti scoprono di possedere superpoteri unici, che iniziano a utilizzare come via di fuga dalle difficoltà familiari e dall'isolamento emotivo, in una narrazione che fonde dramma teen e fantastico.
Ci siamo trovati di fronte a un'opera che definiremmo un compendio di tutto ciò che non va nella fiction nostrana contemporanea. Il tentativo di innestare una componente fantasy su un impianto da teen-drama risulta forzato e privo di coerenza logica, rendendo i superpoteri degli strumenti narrativi pigri anziché funzionali alla trama. La recitazione dei giovani interpreti appare spesso inespressiva, mentre gli attori veterani scivolano frequentemente nell'overacting per marcare una distanza stilistica che finisce per alienare lo spettatore. Abbiamo trovato i dialoghi profondamente stereotipati, ancorati a una visione dell'adolescenza che sembra scritta da boomer distanti decenni dalla realtà giovanile attuale. Anche la produzione tecnica non ci ha convinti, con una CGI di basso profilo e una messa in scena visivamente piatta. In sintesi, ci troviamo di fronte a un prodotto che ci è apparso profondamente noioso, dove l'ossessiva ripetizione di dinamiche conflittuali prive di mordente ha reso la visione un'esperienza estenuante. Non riusciamo a cogliere il valore di questo progetto, che ci sembra soffrire di un'incoerenza narrativa di fondo e di un approccio alla scrittura che definiremmo, senza mezzi termini, umiliante per il target di riferimento. Per noi, questa serie occupa stabilmente un posto nel nostro 'Sottosopra', confermandosi come una delle esperienze seriali più deludenti degli ultimi tempi.
Se siete genitori, guardatela tutta d'un fiato per studiare come NON è il mondo dei vostri figli; se siete figli, evitatela categoricamente per non provare imbarazzo.
SPENTA - La narrazione risulta piatta e priva di ritmo, con una riproposizione ossessiva dei medesimi cliché adolescenziali che svuota di significato ogni possibile evoluzione dei personaggi.