Sinossi
Ambientata nel 1600, la serie segue le vicende del navigatore inglese John Blackthorne, naufragato in Giappone, e il suo coinvolgimento nelle complesse lotte di potere tra i signori feudali per il titolo di Shogun.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Ambientata nel 1600, la serie segue le vicende del navigatore inglese John Blackthorne, naufragato in Giappone, e il suo coinvolgimento nelle complesse lotte di potere tra i signori feudali per il titolo di Shogun.
Questa serie ci ha colpito per la sua eccezionale fattura tecnica, offrendo una ricostruzione del Giappone feudale tanto meticolosa quanto affascinante. Abbiamo apprezzato enormemente il cast, con un Hiroyuki Sanada in stato di grazia e un Cosmo Jarvis sorprendente, supportati da una Anna Sawai che offre una performance intensa e profondamente drammatica. Il punto di forza è senza dubbio la narrazione, che non teme di affrontare temi complessi, dall'impatto del colonialismo al conflitto tra culture, usando la lingua come barriera narrativa anziché aggirarla. Certo, non è una serie da 'inattentive watching'; la densità della messa in scena e la complessità politica richiedono un impegno costante da parte dello spettatore. Abbiamo notato qualche licenza storica e l'abuso occasionale del seppuku per esigenze drammatiche, ma sono dettagli che non scalfiscono il valore complessivo di un'opera che definiremmo come un 'Game of Thrones' in salsa nipponica. Il finale spiazzante ha diviso un po' le nostre opinioni, ma nel complesso riteniamo Shogun una serie di altissimo livello, capace di regalare momenti di cruda bellezza e profonda contemplazione.
Dato il ritmo cadenzato e la densità dei contenuti, consigliamo una visione a posologia giornaliera: un episodio a settimana è perfetto per assimilare la portata di ogni singola puntata.
DENSA - L'episodio di un'ora richiede un carico cognitivo notevole, rendendo la visione simile a un film di due ore e mezza, grazie alla complessità dei dialoghi e dei temi trattati.