Il Contesto
Analisi critica della nuova funzione 'Moments' di Netflix e di come l'ossessione per i dati e l'engagement stia influenzando la produzione dei contenuti verso una standardizzazione virale.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Analisi critica della nuova funzione 'Moments' di Netflix e di come l'ossessione per i dati e l'engagement stia influenzando la produzione dei contenuti verso una standardizzazione virale.
Nell'Angolo Maledetto di questa settimana abbiamo analizzato la nuova funzione 'Moments' introdotta da Netflix. A prima vista, sembrerebbe un'aggiunta utile per condividere scene iconiche, ma dietro si cela la solita corsa all'engagement tipica dei social. Le nostre perplessità sono profonde: temiamo che la raccolta costante di dati emotivi porti inesorabilmente a una standardizzazione dei contenuti, dove la creatività viene sacrificata sull'altare dell'algoritmo. La prova empirica di questo fallimento culturale ci è arrivata dai primi utilizzi reali della funzione: la stragrande maggioranza degli utenti usa lo strumento esclusivamente per condividere video di gatti. Abbiamo quindi ipotizzato, con una buona dose di cinismo e umorismo, la trasformazione definitiva della piattaforma in 'Catflix', dove i dati suggeriscono che il pubblico vuole solo vedere felini in situazioni assurde, portando alla produzione di titoli parodistici come 'Breaking Cat' o 'Squid Cat Games'. È una critica amara alla direzione presa dalle piattaforme di streaming, che, pur di non perdere abbonati, preferiscono assecondare i gusti più elementari e banali, svuotando il catalogo di ogni spessore artistico per riempirlo di 'engagement' a basso costo. È, in definitiva, una supposta rossa che ci viene somministrata per farci credere che stiano migliorando l'esperienza, quando in realtà stanno solo costruendo un recinto sempre più stretto per i nostri occhi.