Il Contesto
Seconda e conclusiva parte dello scontro tra piattaforme streaming per determinare quale catalogo offrirà le maggiori soddisfazioni seriali nel 2026. Attraverso la metafora di una concitata telecronaca sportiva, vengono messe a confronto le strategie, le uscite e gli annunci di Prime Video, HBO Max, Apple TV+, con intrusioni dal multiverso Disney e inattesi risvolti societari.
L'Analisi
In questa seconda parte del nostro campionato delle piattaforme abbiamo tirato le somme sulle produzioni che segneranno il 2026, simulando la fase finale di un vero torneo calcistico. Nella semifinale rimasta in sospeso, abbiamo visto Prime Video perdere terreno affidandosi a una giocata fotocopia e prudente come lo spin-off Neagley invece di rischiare la carta di Blade Runner 2099, venendo superata dal contropiede vincente di HBO Max con Lanterns, impostato con una promettente formula investigativa alla True Detective. Dopo aver respinto la grottesca invasione multiversale di Disney Minus e del film Doomsday, abbiamo assistito alla finale inedita tra le due realtà più attente alla qualità: HBO Max e Apple TV+. HBO ha aperto le danze puntando sull'evento del ritorno di Harry Potter, a cui Apple ha replicato con la proverbiale solidità sporca di Slow Horses e Gary Oldman. Apple ha poi tentato l'allungo con Margo ha problemi di soldi e con l'annuncio roboante dell'infilmabile Neuromante, mossa spettacolare ma inutile per l'anno in corso essendo rinviata al 2027. HBO ha infine sferrato il colpo decisivo schierando The Pitt, dimostrando come una scrittura televisiva classica, solida ed emotiva rappresenti la carta più vincente. Nonostante la meritata vittoria sul campo di HBO Max per la conquista della Banana d'Oro, la premiazione è stata vanificata da una telefonata federale che ha riassegnato a tavolino il titolo a Paramount per via delle trattative di acquisizione in corso.