Sinossi
Esther Lefèvre, un'ex cancelliera di tribunale in pensione, riceve una diagnosi di Alzheimer. Consapevole che la sua memoria presto l'abbandonerà, decide di sfruttare la malattia come un perverso superpotere per farsi giustizia da sola e punire con la morte i colpevoli di una drammatica ingiustizia del passato, convinta che presto dimenticherà anche di aver commesso gli omicidi.
Riepilogo Recensione
Noi riteniamo che La sottile linea della vendetta sia una classica serie televisiva francese dal punto di vista del ritmo e del comparto tecnico, posizionandosi perfettamente nello stile di un prodotto Rai ad alto budget con una regia e una fotografia pulite e al servizio del racconto. Le interpretazioni degli attori sono di buon livello, pur mantenendosi nei canoni della recitazione televisiva. Il punto di forza dell'opera risiede nel plot originale: la malattia viene trasformata in un perverso superpotere, permettendo di riflettere su temi complessi come la giustizia, la morte e la memoria senza scivolare nel paternalismo. Gli innesti di commedia aiutano a digerire passaggi narrativi un po' comodi e qualche forzatura, rendendo i delitti di Esther credibili e godibili. Abbiamo apprezzato particolarmente il parallelo tra le due protagoniste: Esther che gestisce l'oblio e Celia che cerca disperatamente di recuperare un segreto rimosso. Nel finale la serie si sbilancia forse un po' troppo sul lato drammatico con qualche meccanismo forzato nel mostrare il legame tra le due donne, al punto da dare l'impressione di essere finiti in un'altra serie, pur senza deludere davvero. Riteniamo che l'ironia e il tono risentano della sensibilità culturale francese, con cui non sempre si entra in sintonia, ma il mezzo punto extra premia pienamente l'originalità della premessa narrativamente ricca.
Consigli per la fruizione
È breve, ha la scimmia alta... il bingewatching è dietro l'angolo. Diciamo che il consiglio è più “serie da weekend”: gestitevela come più vi aggrada tra un pasto e l'altro
Densità Narrativa
DEFATICANTE - La serie si colloca al centro del piano con valori medi sia per massa che per ritmo (3,0 su 5), presentando un profilo equilibrato tipico dell'approccio narrativo francofono.