Sinossi
Nel 1327, il frate francescano Guglielmo da Baskerville e il suo giovane novizio Adso da Melk si recano in un'abbazia benedettina isolata per una disputa teologica. La loro missione viene però interrotta da una serie di morti misteriose che sembrano legate ai segreti custoditi nell'imponente e labirintica biblioteca del monastero. Guglielmo dovrà usare il suo ingegno e la logica per risolvere l'enigma mentre le tensioni tra delegazioni papali e francescane minacciano di esplodere.
Riepilogo Recensione
Noi abbiamo analizzato con molta attenzione questo nuovo adattamento del celebre romanzo di Umberto Eco, ma purtroppo il nostro giudizio è tutt'altro che positivo. Dal punto di vista della regia, abbiamo riscontrato un'estetica confusa che mescola la staticità televisiva degli anni Ottanta con movimenti di macchina moderni ma privi di reale scopo narrativo. La fotografia ci è sembrata vittima dei peggiori difetti delle produzioni Rai, con un uso eccessivo di luci 'smarmellate' che appiattiscono l'immagine e evidenziano le debolezze della CGI, specialmente nel finale. Il cast, pur essendo composto da interpreti di calibro internazionale come John Turturro e Rupert Everett, viene fortemente penalizzato da un doppiaggio italiano che abbiamo trovato pessimo, con voci spesso scollate dalle immagini e problemi di sincronizzazione che minano le performance. Sul piano della scrittura, la serie fallisce nel tentativo di essere fedele al libro: i dialoghi risultano lunghi, banali e pesanti, distruggendo la tensione della trama thriller senza riuscire a veicolare la profondità filosofica dell'opera originale. Abbiamo provato a guardarla sia in televisione che in streaming, ma l'esperienza su RaiPlay è stata purtroppo frustrante a causa dei numerosi bug tecnici dell'applicazione. In conclusione, riteniamo che questa miniserie manchi di ritmo e di una visione creativa solida, risultando un prodotto stagnante che non riesce a reggere il confronto con il film del 1986.
Consigli per la fruizione
Visione tra vespro e compieta al grido di “Penitenziagite!”
Densità Narrativa
STAGNANTE - La narrazione risulta lenta e appesantita da dialoghi banali che non riescono a restituire la complessità filosofica del romanzo, con un ritmo che si sveglia solo nelle ultimissime puntate della serie.