Sinossi
Nadia Vulvokov è una programmatrice di videogame che, la sera del suo compleanno, rimane vittima di un incidente mortale. Tuttavia, invece di morire, si ritrova bloccata in un loop temporale che la riporta continuamente nel bagno dell'appartamento dove si svolge la sua festa. Ogni volta che Nadia muore, il ciclo ricomincia, costringendola a cercare una spiegazione logica o metafisica per ciò che le sta accadendo mentre affronta i propri demoni personali.
Riepilogo Recensione
Noi abbiamo trovato Russian Doll una serie decisamente atipica e straniante, capace di catturare immediatamente lo spettatore grazie a personaggi borderline e a un'atmosfera marcatamente 'indie'. Merito di questo successo va sicuramente alla protagonista Natasha Lyonne, che abbiamo definito camaleontica nella sua interpretazione di Nadia. La serie, realizzata quasi interamente da un team femminile, mette in mostra soluzioni registiche intriganti e poco scontate, che riflettono l'esperienza autoriale delle creatrici nel cinema indipendente. Abbiamo però riscontrato che, nonostante l'irriverenza e il cinismo siano i suoi punti di forza, la trama tende talvolta ad accumulare troppe false piste, rischiando di generare confusione. Un aspetto curioso che abbiamo notato è il cosiddetto 'effetto Mad Men': la visione degli episodi stimola un desiderio quasi compulsivo di fumare e bere superalcolici, anche in chi solitamente non lo fa. Sebbene il finale sia tematicamente coerente, noi riteniamo che la struttura si faccia a tratti farraginosa e respingente verso la fine, smorzando quella leggerezza che caratterizza i primi episodi. Nonostante queste imperfezioni, la brevità degli episodi e i continui colpi di scena rendono la visione estremamente fluida e coinvolgente, lasciandoci comunque soddisfatti del viaggio intrapreso.
Consigli per la fruizione
bingewatching assicurato, come una fila di shottini.