Di cosa si tratta
La serie segue le vicende della famiglia Hastings, proprietaria dell'unica impresa di pompe funebri e del cimitero nella città di La Rochelle, in Georgia. Oltre ai servizi funebri convenzionali, la famiglia è specializzata nel gestire morti causate da entità demoniache e fenomeni soprannaturali. Guidati dal patriarca Isaac Hastings, i membri della famiglia utilizzano armi esoteriche e conoscenze arcane per combattere le forze del male che minacciano la loro comunità, cercando di mantenere l'equilibrio tra il mondo dei vivi e quello delle ombre.
Prime Impressioni (WIP)
Noi abbiamo trovato Superstition una serie perfettamente brutta sotto ogni aspetto produttivo, una vera e propria sfida alla pazienza dello spettatore. La regia di Mario Van Peebles ci è parsa disastrosa, caratterizzata da un'ossessione per le inquadrature strette e un uso della telecamera a mano che fallisce nel tentativo di creare ritmo. Abbiamo notato errori tecnici grossolani, come jumpscare fuori sincrono rispetto all'audio e alle reazioni degli attori. Narrativamente, la serie ci è sembrata un totale fallimento: dialoghi insostenibili, strutture rubate agli anni '90 e personaggi che sono cloni mal riusciti di figure già viste in altri show. Particolarmente irritante è stata per noi la linea comica affidata allo 'zio Bubba' nella nona puntata, un cliché privo di tempi comici e basato su un overacting stancante. Anche il reparto tecnico è stato da noi bocciato: la CGI è talmente posticcia che abbiamo coniato l'acronimo 'CaGatona' per descriverla, mentre la fotografia e le scenografie abusano di macchine del fumo e luci strobo come nelle peggiori feste liceali. Abbiamo criticato persino la scelta di intitolare il primo episodio semplicemente 'Pilot', segno di una pigrizia creativa che permea l'intera stagione. Persino il doppiaggio italiano ci è sembrato amplificare lo scollamento generale, rendendo l'esperienza ancora più straniante. In conclusione, crediamo che questa serie ridefinisca il concetto di bruttezza televisiva, posizionandosi sul gradino più basso della nostra scala di valutazione.
Consigli per la fruizione
Guardate le puntate una alla volta per avere il tempo di scuotere ripetutamente la testa e mormorare “come è possibile, come è possibile”. Se non ce la fate, le puntate essenziali minime ideali per apprezzare tutta la miseria di Superstition risultano essere: la prima, la nona e l’ultima. Vivamente consigliata la versione doppiata in Italiano che ne amplifica la bruttezza aggiungendo quell’effetto scollamento ulteriore.