Di cosa si tratta
Nella New York del 1896, l'alienista Laszlo Kreizler, l'illustratore John Moore e Sara Howard, prima donna nel corpo di polizia, indagano su una serie di brutali omicidi di giovani prostituti. La loro ricerca del primo serial killer della città si scontra con la corruzione del dipartimento di polizia e le rigide strutture sociali dell'epoca, mentre cercano di applicare metodi psicologici pionieristici per comprendere la mente del colpevole.
Prime Impressioni (WIP)
Noi abbiamo analizzato The Alienist, trovandola una serie dal comparto tecnico di altissimo livello. L’ambientazione di una New York di fine diciannovesimo secolo ci è apparsa vivida, credibile e decisamente immersiva. Dal punto di vista estetico, abbiamo apprezzato moltissimo la fotografia e la sigla, anche se non abbiamo potuto fare a meno di notare alcune scene caratterizzate da un’estetica un po’ troppo “televisiva”, che crea un certo distacco rispetto ai momenti più cinematografici, complici anche i neri tipici dei blocchi pubblicitari. Per quanto riguarda la struttura narrativa, riteniamo che la serie funzioni bene e risulti piuttosto incalzante. Tuttavia, dobbiamo ammettere che alcune false piste, classiche del genere thriller-giallo, ci sono sembrate a tratti un po’ forzate, lasciandoci addosso qualche perplessità sulla quadratura del cerchio. Il cast è sicuramente di prim’ordine, ma abbiamo mosso un appunto su Daniel Brühl: pur essendo un attore eccellente, il suo volto trasmette un senso di ingenuità e pulizia che, secondo noi, non si sposa perfettamente con l’oscurità e il tormento del personaggio dell’Alienista così come descritto nel romanzo. In definitiva, pur avendo visto prodotti simili che abbiamo trovato più avvincenti e solidi nella scrittura, come Mindhunter o Manhunt: Unabomber, consideriamo questa serie un recupero necessario. Bisogna però essere preparati a temi non facili e a atmosfere che possono risultare disturbanti, rendendo lo show assolutamente non adatto a una visione familiare, come confermato dal rating VM14 che a noi è sembrato persino generoso.
Consigli per la fruizione
La serie ha il sapore di un lungo film frammentato in episodi: il bingewatching è scontato. A favore del bing c’è anche l’ambientazione: calarsi in quelle atmosfere, in questa immersione storica, favorisce le lunghe permanenze.