Il Contesto
Un viaggio attraverso la lettera T dell'alfabeto seriale dedicato ai personaggi capaci di cambiare forma. L'approfondimento spazia dalle radici mitologiche dei licantropi fino ai giganti tecnologici della cultura pop come i Transformers e i Gobots, analizzando come questi franchise abbiano dominato l'animazione e il mercato dei giocattoli tra gli anni '70 e '80.
L'Analisi
In questa rubrica noi abbiamo voluto esplorare il fascino della trasformazione nella serialità, partendo dalla figura classica del licantropo. Abbiamo ricordato come l'uomo lupo abbia radici antiche per poi trovare nuova linfa in serie TV come Teen Wolf e nei fumetti Marvel con personaggi come Licantropus. Il cuore del nostro intervento si è però spostato sul fenomeno dei Transformers, nati dalla collaborazione tra la giapponese Takara e l'americana Hasbro. Abbiamo sottolineato come questa linea di giocattoli sia diventata un pilastro della cultura pop grazie a serie animate dirette da Shozo Ueara e ai successivi film di Michael Bay. Non abbiamo dimenticato di menzionare i 'fratelli poveri' dei Transformers, ovvero i Gobots della Tonka prodotti da Hanna e Barbera, che pur cercando di emulare il successo dei rivali, sono rimasti nell'ombra a causa di un design meno accattivante. Per noi, questa evoluzione dai miti del passato alla tecnologia moderna dimostra come il concetto di mutazione sia un archetipo narrativo potente, capace di unire folklore e fantascienza. Abbiamo evidenziato come questi franchise non siano stati solo operazioni commerciali per vendere giocattoli, ma abbiano saputo costruire universi narrativi complessi che continuano a influenzare la serialità contemporanea e il cinema d'azione, mantenendo intatto quel senso di meraviglia per l'impossibile che diventa realtà sullo schermo.