Di cosa si tratta
In un futuro cyberpunk, la coscienza umana può essere digitalizzata e trasferita tra corpi (custodie). Takeshi Kovacs, un ex soldato d'élite, viene riportato in vita da un ricchissimo 'Mat' per risolvere il mistero del suo apparente suicidio in cambio della libertà.
Prime Impressioni (WIP)
Noi abbiamo analizzato Altered Carbon, la serie sci-fi di Netflix tratta dal romanzo di Richard K. Morgan. Nonostante l'incredibile sforzo produttivo e un'estetica che ricorda un ibrido tra Blade Runner e Matrix, siamo rimasti piuttosto delusi dal risultato complessivo. Abbiamo apprezzato la messa in scena vivida, ma i temi profondi come il rapporto tra vita, morte e religione vengono spesso sacrificati in favore di spiegoni prolissi o dinamiche poco chiare. Il ritmo è il vero tallone d’Achille: la serie sembra preparare per otto episodi una risoluzione che non arriva mai con la giusta forza, portando a un finale che ci ha lasciati affaticati e perplessi. Abbiamo trovato fastidioso l'over-acting in alcuni passaggi e uno sbilanciamento narrativo evidente tra l'ambizione della storia e la sua esecuzione. Sebbene ci fosse stata presentata come una 'hard sci-fi' dai forti connotati sociali, per noi si è rivelata un 'heavy sci-fi', un polpettone indigesto che fatica a coinvolgere lo spettatore. Il potenziale era spaventoso, ma la trasformazione in un prodotto così pesante ne compromette la godibilità. Abbiamo comunque notato lo sforzo di voler includere ogni dettaglio del libro, ma questo ha portato a perdere il controllo del ritmo seriale, rendendolo a tratti respingente.
Consigli per la fruizione
Non provateci nemmeno a fare binge watching, rischiate di gripparvi il cervello. Guardate un episodio alla volta, riguardatelo, se necessario.