Di cosa si tratta
Due adolescenti problematici, James, convinto di essere uno psicopatico, e Alyssa, ribelle e ostile verso il mondo, scappano di casa per un viaggio on the road che li porterà ad affrontare situazioni estreme e scoperte inaspettate.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Due adolescenti problematici, James, convinto di essere uno psicopatico, e Alyssa, ribelle e ostile verso il mondo, scappano di casa per un viaggio on the road che li porterà ad affrontare situazioni estreme e scoperte inaspettate.
Noi abbiamo trovato "The End of the Fucking World" una serie estremamente politicamente scorretta e dissacrante, capace di colpire lo spettatore con una collezione di deliziose idee registiche. In particolare, abbiamo apprezzato moltissimo le interpretazioni dei due giovani protagonisti, Alex Lawther e Jessica Barden, le cui performance sono risultate solide, credibili e davvero promettenti per il loro futuro professionale. James e Alyssa sono caratterizzati in modo eccellente: lui convinto di essere uno psicopatico privo di emozioni e lei una ragazza lunatica e ostile alla normalità. Questa dinamica permette alla serie di offrire una metafora dell'adolescenza fantastica e feroce, dosando sapientemente la spinta all'eccesso. Secondo noi, il racconto si discosta nettamente dai soliti approcci cinematografici e seriali al mondo dei giovani, offrendo un affondo duro, crudele e acuto sulla realtà giovanile. Tuttavia, non abbiamo potuto fare a meno di notare una certa sciatteria nella messa in scena generale. La fotografia ci è sembrata un po' anonima e, sebbene intuiamo si tratti di una scelta stilistica precisa, crediamo che questo aspetto finisca per penalizzare l'estetica complessiva dell'opera. In definitiva, la serie ci è apparsa inaspettata e straniante, con un sapore che ricorda i film più personali di Gus Van Sant o le atmosfere del Sundance Film Festival, ma arricchito da una dose extra di dark humor britannico e irriverenza. Nonostante il rischio di risultare ostica per alcuni spettatori a causa del formato e dei temi trattati, riteniamo che riesca nel difficile compito di proporre qualcosa di nuovo e difficilmente etichettabile.
Una manciata di episodi da 20 minuti circa l’uno? E come pensate di poterla vedere altrimenti che non in un rapido e serratissimo binge watching?