Di cosa si tratta
Ambientato nella Roma del 1826, il fumetto segue le vicende di Mercurio Loi, un professore universitario di storia brillante e curioso che si muove tra le strade della città eterna risolvendo misteri. Accompagnato dal suo assistente Ottone, un giovane tenebroso vicino alla Carboneria, Loi affronta sfide intellettuali e nemici come il suo ex allievo Tarcisio Spada, in un'atmosfera che richiama il genio deduttivo di Sherlock Holmes calato nel contesto storico e sociale della Roma papale.
Prime Impressioni (WIP)
Noi abbiamo discusso dell'uscita del primo numero di Mercurio Loi, intitolato "Roma dei Pazzi", e dobbiamo dire che l'impatto iniziale è stato decisamente positivo. Il lavoro svolto da Alessandro Bilotta alla sceneggiatura e da Matteo Mosca ai disegni riesce a trasportarci con efficacia in una Roma del 1826 ancora priva di argini sul Tevere, un'ambientazione carica di fascino e mistero. Abbiamo trovato il protagonista, questo professore universitario apparentemente perdigiorno ma estremamente colto, un'aggiunta rinfrescante al panorama dei detective seriali italiani. La dinamica con il suo assistente Ottone, un giovane tenebroso legato alla Carboneria, aggiunge uno strato di tensione politica e sociale che arricchisce la trama. Durante il nostro confronto, abbiamo notato come Bilotta non nasconda il debito verso Sherlock Holmes, cercando però di creare un'identità tutta italiana per questo indagatore dell'Ottocento. Sebbene abbiamo dato un voto di 3 su 5, riteniamo che il prodotto soffra leggermente la gabbia del formato Bonelli tradizionale, che a volte sembra costringere l'autore a spiegare troppo anziché lasciare che il mistero respiri autonomamente. Tuttavia, i colpi di scena sono ben assestati e i personaggi secondari, come l'antagonista Tarcisio Spada, sono delineati con grande cura. Un punto di forza che ci ha colpito molto è l'uso sapiente della lingua, un mix tra italiano, latino e romanesco che rende la lettura estremamente gustosa e immersiva. Noi consigliamo sicuramente di dare una possibilità a questa serie, poiché le premesse per un'evoluzione interessante ci sono tutte e la qualità artistica, incluse le copertine di Manuele Fior, è di altissimo livello.