Di cosa si tratta
Ambientata nella Londra del 1814, la serie segue James Keziah Delaney, un uomo creduto morto che torna dall'Africa per reclamare l'eredità del padre. Il suo ritorno innesca una pericolosa partita a scacchi contro la potente Compagnia Britannica delle Indie Orientali, tra segreti familiari, intrighi politici e atmosfere cupe e soprannaturali.
Prime Impressioni (WIP)
In questa puntata abbiamo analizzato i primi episodi di Taboo, rimanendo colpiti dalla sua messa in scena magistrale e da una ricostruzione storica che abbiamo trovato puntuale e iperrealistica. Tom Hardy domina la scena con una fisicità impressionante, anche se abbiamo ironizzato sui suoi frequenti grugniti che ormai sono un suo marchio di fabbrica. Nonostante l'impatto visivo, abbiamo riscontrato un ritmo un po' impantanato: la narrazione ci è parsa a tratti nebulosa e, arrivati alla fine del sesto episodio, ci siamo resi conto di avere ancora un discreto carico di domande irrisolte. Abbiamo discusso della natura ibrida dell'opera, che si muove costantemente tra il dramma storico, il gotico e possibili derive fantasy; crediamo che questo confine di genere così impalpabile possa essere paradossalmente il suo miglior pregio. Abbiamo inoltre citato le critiche mosse da alcuni storici riguardo la rappresentazione negativa della Compagnia delle Indie, ma per noi la forza della serie risiede proprio in questo racconto ottocentesco dal piglio moderno. Sebbene la trama risulti a tratti inafferrabile come la nebbia londinese, consideriamo Taboo un'opera affascinante che cattura perfettamente i sapori e le sensazioni dell'epoca.