Il Contesto
Un'analisi critica sul fenomeno della 'visione compulsiva' o maratona televisiva, esplorando come la tecnologia e i nuovi modelli di distribuzione abbiano cambiato il modo in cui consumiamo e produciamo le storie seriali.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Un'analisi critica sul fenomeno della 'visione compulsiva' o maratona televisiva, esplorando come la tecnologia e i nuovi modelli di distribuzione abbiano cambiato il modo in cui consumiamo e produciamo le storie seriali.
In questa nuova rubrica dedicata all'alfabeto seriale, noi ci siamo soffermati sulla lettera B di Bingewatching. Abbiamo discusso di come questa pratica, un tempo limitata a rari casi nei telefilm generalisti, sia diventata oggi una vera e propria abitudine di consumo bulimico grazie a DVD, pirateria e piattaforme streaming. Noi abbiamo individuato due momenti di svolta fondamentali: l'uscita di 'Lost' nel 2004, che ha trasformato radicalmente il concetto di telefilm spingendo gli spettatori verso la visione compulsiva per il timore degli spoiler, e il successo di 'House of Cards' su Netflix, che ha ufficialmente sdoganato e strutturato il bingewatching come modello commerciale. Abbiamo riflettuto sul fatto che oggi la scrittura stessa delle serie tiene conto di questa modalità di fruizione, portandoci a dividere le serie in due categorie: quelle che beneficiano della maratona e quelle che ne vengono penalizzate. Ad esempio, noi abbiamo notato che serie leggere come 'DC Legends of Tomorrow' possono risultare meno godibili se consumate troppo velocemente, mentre la sesta stagione di 'Doctor Who' sembra quasi progettata per essere divorata in breve tempo. È chiaro che il mercato ha dovuto adattarsi a questo nuovo appetito insaziabile del pubblico.