Di cosa si tratta
Luke Cage, un ex carcerato dotato di superforza e di una pelle indistruttibile a seguito di un esperimento fallito, cerca di ricostruirsi una vita nel quartiere di Harlem, a New York. Tuttavia, viene presto trascinato in una lotta per il cuore della sua città, costringendolo ad affrontare un passato che aveva cercato di seppellire e a diventare l'eroe di cui la comunità ha bisogno per combattere il crimine e la corruzione.
Prime Impressioni (WIP)
In questa puntata abbiamo analizzato approfonditamente la nuova proposta Marvel su Netflix, Marvel's Luke Cage, ma purtroppo il nostro giudizio complessivo non è del tutto positivo. Abbiamo riscontrato una preoccupante mancanza di ritmo, con una cadenza narrativa che appare poco definita sia all'interno dei singoli episodi che nel passaggio tra l'uno e l'altro, rendendo la visione a tratti faticosa. Noi riteniamo che la serie sia eccessivamente didascalica e che manchi quella zampata autoriale forte che aveva invece caratterizzato i precedenti lavori della piattaforma, come Daredevil e Jessica Jones. Nonostante il coinvolgimento dello showrunner Cheo Hodari Coker, abbiamo individuato evidenti buchi di trama ed errori grossolani nella sceneggiatura che minano la credibilità del racconto. Sul fronte delle interpretazioni, Mike Colter ci è sembrato espressivo quanto The Rock ai suoi inizi, mentre Mahershala Ali nei panni di Cottonmouth offre una prova forse fin troppo carica ma comunque degna di nota. Un punto che ci ha visti molto critici è il finale, che abbiamo percepito come intriso di una 'poetica minorista' eccessivamente demagogica: abbiamo notato come la retorica politically correct tipicamente americana renda il tutto un po' troppo scontato, quasi come se si fosse voluto forzare determinati messaggi sociali a scapito della profondità narrativa. Anche se la colonna sonora di Adrian Younge e Ali Shaheed Muhammad è di altissimo livello, non riesce a salvare un prodotto che ci è parso incerto sulla propria direzione. Per queste ragioni, abbiamo deciso di assegnare un voto di 3 su 5, una valutazione che consideriamo fin troppo generosa e dettata principalmente dal credito che ancora concediamo al marchio Netflix.