Il Contesto
Un'analisi storica del genere post-apocalittico, dalle paure della guerra nucleare figlie della Guerra Fredda fino alle moderne evoluzioni metaforiche che mescolano distopie, ucronie e nuovi modelli di società.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Un'analisi storica del genere post-apocalittico, dalle paure della guerra nucleare figlie della Guerra Fredda fino alle moderne evoluzioni metaforiche che mescolano distopie, ucronie e nuovi modelli di società.
Noi abbiamo iniziato la nostra analisi esplorando le radici della fantascienza post-apocalittica, una branca che descrive mondi sorti dopo la fine dell'umanità per come la conosciamo. Abbiamo osservato come, storicamente, il motore dell'estinzione fosse la guerra termonucleare, un timore figlio della Guerra Fredda e dei traumi di Hiroshima e Nagasaki. Tuttavia, con il tempo, i pretesti narrativi si sono evoluti, portando a scenari di comunità sopravvissute o società reinventate che mescolano distopie e ucronie. Abbiamo identificato in "Mad Max" di George Miller il manifesto imprescindibile del genere, capace di influenzare profondamente l'immaginario collettivo dal 1979 fino al recente "Fury Road". È interessante notare come questa saga abbia ispirato opere nipponiche fondamentali come "Ken il guerriero", che ha rielaborato quegli stessi temi per una generazione di adolescenti anni '80 e '90 attraverso manga e serie TV. Abbiamo riflettuto sul fatto che queste opere sono spesso metafore delle paure legate al momento storico in cui nascono, rischiando talvolta di diventare anacronistiche, ma mantenendo un nucleo di verità potente. In "Mad Max", ad esempio, il protagonista viene descritto quasi come una figura messianica in pantaloni di pelle, un dettaglio che suggerisce una ricerca spirituale già presente nella visione di Miller e Mel Gibson. Questo genere ci permette di esplorare gli incroci tra fantascienza e fantasy, creando saghe che restano pilastri della cultura pop.