Di cosa si tratta
La seconda stagione riprende immediatamente dopo l'arresto dell'assassino del piccolo Danny Latimer. Mentre la comunità cerca di guarire, un colpo di scena durante il processo riapre ferite mai chiuse, costringendo i detective Alec Hardy ed Ellie Miller a confrontarsi con le conseguenze delle loro indagini e con un vecchio caso irrisolto del passato di Hardy.
Prime Impressioni (WIP)
Noi ci siamo trovati di nuovo di fronte a quello che definiamo senza esitazioni cinema trasformato in serie. Questa seconda stagione si presenta come un prodotto duro, crudo e profondamente realistico, capace di colpire lo spettatore con una forza emotiva rara. Ci ha impressionato come la narrazione riparta esattamente da dove si era conclusa la prima, trascinandoci immediatamente indietro negli abissi di angoscia e disperazione della famiglia Latimer. Abbiamo apprezzato la capacità dello showrunner Chris Chibnall di tenere i personaggi in uno stato di costante ansia e disagio, un elemento che rende la serie sconsigliata a chi cerca intrattenimento leggero ma che ne attesta la potenza drammatica. Con il ritorno del caso Sandbrook, la trama si infittisce coinvolgendo i protagonisti in modo viscerale. Noi notiamo con piacere come queste nuove produzioni stiano rallentando il ritmo rispetto alla frenesia tipica dei prodotti per adolescenti; qui la narrazione è rarefatta e va gustata con i suoi tempi, lasciando emozioni lunghe che restano addosso anche dopo la visione. Le interpretazioni di David Tennant e Olivia Colman sono eccellenti e i loro personaggi ci sono rimasti letteralmente appiccicati addosso, arricchiti dall'arrivo di una magnifica Charlotte Rampling.