Di cosa si tratta
In un mondo post-apocalittico devastato da un virus zombie, un gruppo di sopravvissuti deve scortare l'unico uomo noto per essere sopravvissuto a un morso di zombie attraverso gli Stati Uniti, nella speranza di creare un vaccino.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
In un mondo post-apocalittico devastato da un virus zombie, un gruppo di sopravvissuti deve scortare l'unico uomo noto per essere sopravvissuto a un morso di zombie attraverso gli Stati Uniti, nella speranza di creare un vaccino.
Parlando di Z Nation, noi ci siamo trovati di fronte a un prodotto che conferma tutte le caratteristiche tipiche delle produzioni SyFy e Asylum: una garanzia di qualità discutibile che sembra ormai un marchio di fabbrica. Abbiamo osservato con una certa ironia come, dopo il clamore iniziale del primo episodio, la serie sia praticamente sparita dalle conversazioni sui social network, un segnale che noi interpretiamo come una chiara bocciatura da parte del pubblico. Sebbene non manchi qualche intuizione interessante a livello di trama, l'effetto complessivo che abbiamo percepito è quello di un prodotto di serie B, molto simile ai film televisivi di bassa qualità. Abbiamo criticato aspramente la recitazione, che ci è parsa costantemente sopra le righe, inserita in un contesto dove la fotografia è insignificante e gli effetti speciali in computer grafica rasentano il posticcio. Ci ha colpito negativamente anche l'uso smodato e maldestro del rallenty, oltre a una scrittura che abbiamo trovato superficiale e piena di assurdità logiche. Un esempio eclatante che abbiamo discusso è la scena della ragazza chiusa in una gabbia con un lucchetto, dove i protagonisti sospettano di lei solo perché non possiede le chiavi, ignorando il fatto elementare che per chiudere un lucchetto non serve affatto una chiave. Tra nomi di operazioni militari ridicoli e un approccio fantascientifico all'informatica, noi riteniamo che Z Nation fallisca nel tentativo di offrire una valida alternativa al genere zombie, risultando spesso involontariamente comica.