Di cosa si tratta
L'albo numero 338 segna un momento storico per l'indagatore dell'incubo: il pensionamento dello storico ispettore Bloch. Scritto da Paola Barbato e disegnato da Bruno Brindisi, il fumetto avvia un percorso di rinnovamento per il personaggio bonelliano.
Prime Impressioni (WIP)
Analizzando il numero 338 di Dylan Dog, intitolato 'Mai più Ispettore Bloch', noi abbiamo discusso approfonditamente l'inizio del tanto atteso rinnovamento della testata. Miki ha apprezzato molto come l'episodio mantenga uno stile classico, capace di mescolare con sapienza l'orrore e quell'humor nero tipicamente britannico che ricorda le atmosfere dei Monty Python. Abbiamo trovato il pretesto del pensionamento di Bloch molto efficace per rivedere vecchie conoscenze e per dare nuova linfa alla serie. Una nota di merito va ai disegni di Bruno Brindisi; noi abbiamo notato come il suo tratto si sia evoluto, diventando meno legato alla 'linea chiara' e molto più espressivo e spontaneo. Mat, tuttavia, ha espresso forti perplessità riguardo al concetto stesso di rinnovamento promosso dalla casa editrice. Secondo noi, il prodotto rischia di apparire narrativamente anacronistico, pescando a piene mani da un immaginario horror che si è evoluto drasticamente mentre il fumetto Bonelli è rimasto più cristallizzato. Ci siamo chiesti se questa operazione sia realmente in grado di attrarre nuovi lettori o se sia solo una riproposizione per i fan storici. Nonostante l'abilità di trarre 108 tavole da un'idea semplice, rimane il dubbio sulla capacità della serie di costruire trame più moderne e complesse. La copertina di Angelo Stano, che omaggia John Romita Sr., rimane comunque un punto di eccellenza visiva del volume.