Di cosa si tratta
In questa stagione, guidata dallo showrunner Steven Moffat, assistiamo al debutto di Peter Capaldi come il Dodicesimo Dottore, affiancato ancora una volta da Clara Oswald, la 'ragazza impossibile'. La serie esplora nuove dinamiche tra il Dottore, più cinico e distaccato, e la sua companion.
Prime Impressioni (WIP)
In merito all'ottava stagione di Doctor Who, noi abbiamo espresso un parere piuttosto critico e diversificato, sebbene concordiamo sul fatto che non sia all'altezza delle aspettative. Paolo ha sottolineato come il vero problema risieda nello spostamento del focus narrativo: il Dottore sembra quasi un personaggio secondario rispetto a Clara, che risulta a tratti insopportabile. Abbiamo notato un depotenziamento sia del protagonista che delle minacce affrontate, con episodi che spesso si risolvono troppo velocemente per lasciare spazio a dialoghi tra i due protagonisti che noi riteniamo stucchevoli e ripetitivi. Miki, pur non potendo dare un giudizio del tutto positivo a causa dei numerosi episodi considerati 'minori', vede questa stagione come un necessario ciclo di rodaggio per la nuova incarnazione del Dottore. Ha apprezzato molto le doti attoriali di Peter Capaldi e le rivelazioni del finale di stagione, che hanno alzato il livello emozionale della trama orizzontale e fatto ben sperare per il futuro della serie. Matt, d'altro canto, si interroga sulla qualità della scrittura di Steven Moffat, chiedendosi se siamo davanti a un autore distratto o semplicemente troppo propenso a utilizzare il colpo di scena facile come unico meccanismo per catturare l'attenzione. In definitiva, consideriamo questa stagione una mezza delusione per gli standard di una delle migliori serie di fantascienza della storia televisiva, mancando di quel sapore epico tipico dei viaggi nel tempo del Dottore.