Sinossi
Un'ambasciatrice americana viene inviata in Inghilterra per gestire una crisi diplomatica internazionale che minaccia di stravolgere la sua carriera e il suo matrimonio.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Un'ambasciatrice americana viene inviata in Inghilterra per gestire una crisi diplomatica internazionale che minaccia di stravolgere la sua carriera e il suo matrimonio.
Siamo rimasti piacevolmente colpiti da questo thriller politico che rappresenta una vera sorpresa nel catalogo Netflix. A differenza di altre produzioni più fracassone, qui la narrazione sceglie una strada di sottrazione e realismo, costruendo dialoghi serrati e un'architettura psicologica dei personaggi davvero solida. Keri Russell offre una performance magistrale, interpretando una donna forte e complessa senza i cliché del genere. Il punto di forza è l'incredibile connubio tra finzione e attualità politica: i riferimenti a fatti reali, pandemie e lockdown, rendono il racconto quasi disturbante per quanto è vicino alla nostra contemporaneità. La scrittura adotta lo stile 'walk & talk' che ricorda i tempi d'oro di The West Wing, mescolandolo a un tocco di cinismo alla House of Cards. I personaggi secondari, come il marito interpretato da Rufus Sewell o il primo ministro di Rory Kinnear, sono costruiti con cura maniacale e arricchiti da un umorismo dosato alla perfezione. Il finale di stagione è esplosivo e lascia con una voglia matta di vedere il seguito. È una serie brillante, matura e costruita con una precisione tecnica che raramente si vede nelle produzioni di consumo veloce, capace di mantenere alta la tensione pur senza far esplodere tutto a ogni minuto.
Il binge-watching sarà quasi inevitabile data la qualità della trama, ma la visione si presta bene anche a una fruizione più cadenzata.
INTENSA - La sceneggiatura è densa di informazioni politiche e dinamiche relazionali stratificate che richiedono attenzione costante, rendendo il racconto estremamente avvincente e privo di tempi morti o riempitivi inutili.