Sinossi
Ambientata negli anni '70, la serie racconta la nascita del fenomeno della moda italiana attraverso lo sguardo di Irene, una giovane giornalista che muove i primi passi tra le passerelle di Armani, Valentino e Versace.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Ambientata negli anni '70, la serie racconta la nascita del fenomeno della moda italiana attraverso lo sguardo di Irene, una giovane giornalista che muove i primi passi tra le passerelle di Armani, Valentino e Versace.
Siamo rimasti profondamente delusi da questa produzione. Nonostante le aspettative riposte in un prodotto distribuito su Amazon Prime, ci siamo trovati di fronte a una fiction italiana di stampo estremamente classico e priva di mordente. Il comparto tecnico è il punto più debole: la colonna sonora è composta da un tema ripetitivo fino allo sfinimento, mentre la regia si perde in inquadrature centrate e banali, con una fotografia che ci ha distratto costantemente richiamando alla mente il mitico 'Duccio' di Boris, rendendo difficile mantenere un approccio professionale. Il reparto attoriale è il vero tallone d'Achille: la protagonista, alle prime armi, risulta poco convincente nella gestione dei voice over, che appaiono forzati e infantili. Anche le apparizioni delle star italiane nei panni dei celebri stilisti risultano imbarazzanti, quasi fossero bozzetti macchiettistici privi di studio e profondità. La narrazione segue un cliché di stereotipi legati agli anni '70 che non aggiunge nulla di nuovo e fallisce nel costruire un racconto minimamente intrigante. In sintesi, ci è parso di assistere a un prodotto confezionato con poca cura narrativa, dove la materia prima - il fascino della moda - viene soffocata da una realizzazione approssimativa che non riesce mai a coinvolgere lo spettatore.
Sconsigliamo il binge watching. Suggeriamo la tecnica dell'inattentive watching: lasciate la serie in sottofondo mentre vi dedicate a pulizie domestiche o lavori manuali.
BASSA - La serie è vittima di un 'luogocomunismo' ostentato e di una struttura narrativa priva di benzina, che non riesce mai a incollare lo spettatore allo schermo per più di un episodio.