Sinossi
Basata sul libro di Ben Dan e Yeshayahu Ben Porat, la miniserie racconta la vera storia di Eli Cohen, spia del Mossad inviata in Siria negli anni '60 con l'identità di Kamal Amin Thaabet per infiltrarsi ai vertici del governo siriano.
L’archivio definitivo di Sono Cose Serie, dal 2010 a oggi.
Basata sul libro di Ben Dan e Yeshayahu Ben Porat, la miniserie racconta la vera storia di Eli Cohen, spia del Mossad inviata in Siria negli anni '60 con l'identità di Kamal Amin Thaabet per infiltrarsi ai vertici del governo siriano.
Siamo rimasti profondamente colpiti dalla capacità di Sacha Baron Cohen di abbandonare i panni del comico per calarsi in un ruolo drammatico di tale spessore. La miniserie, creata da Gideon Raff, si distingue per una ricostruzione storica rigorosa e una regia che, pur restando fedele agli stilemi del genere spy story, inserisce guizzi creativi come l'uso testuale delle lettere a schermo. Abbiamo trovato Alexander Siddig straordinario nel ruolo dello spietato funzionario Amin al-Hafiz, capace di una trasformazione scenica che eleva l'intera produzione. La serie è onesta, priva di manierismi e riesce a mantenere un equilibrio perfetto tra azione e analisi politica, descrivendo con pathos le tensioni tra Siria e Israele. La messa in scena è di altissima qualità, paragonabile a lavori del calibro di The Night Manager, rendendo il racconto appassionante come una delle migliori opere di Le Carré. È un'opera che non solo intrattiene, ma ci aiuta a comprendere concretamente le dinamiche mediorientali, allontanandoci da visioni stereotipate.
Attenzione al bingewatching: la storia è intensa e dolorosa, quindi consigliamo di procedere con prudenza nonostante l'effetto 'cliffhanger' sia costante.
INTENSA - La trama si sviluppa con un ritmo serrato e drammatico, bilanciando sapientemente il rigore storico della spy story con una tensione psicologica costante che avvince lo spettatore senza sosta.